venerdì 14 febbraio 2014

Un caso poliziesco di teletrasporto



Non è la prima volta che sento parlare, perfino direttamente da un testimone, di teletrasporto auto.

In questo video vedrete la polizia inseguire con una telecamera diretta un'automobile che improvvisamente, dopo aver zigzagato per la strada, finisce misteriosamente dietro ad una recinzione metallica che invece stoppa la corsa della volante.

Siete rimasti ancora fermi al fatto che ho udito un testimone oculare teletrasportarsi in un'auto? Intanto guardate il video... Questa è un'altra storia.

giovedì 13 febbraio 2014

Ennesimo "volto" sul suolo marziano, questa volta in HD



Un'altra immagine controversa giunge dagli archivi della NASA che, dopo aver portato su di se lo sguardo di molti per via del "sasso/lichene" spuntato dal nulla dopo 12 giorni in un sito visitato ripetutamente da uno dei due robot a lavoro sul pianeta rosso, sembra davvero un volto.

Crediamo che si parta sempre dal più semplice principio: L'uomo vede ciò che vuol vedere. E' onestamente ed intellettualmente  più giusto procedere con questo pensiero ben fissato in testa.

Resta il fatto che l'immagine sconcerta un po'.

mercoledì 12 febbraio 2014



LE API SONO IN PERICOLO. La maggiore minaccia alla loro esistenza è costituita dai pesticidi chimici utilizzati nelle coltivazioni agricole a scopo industriale. Anche i cambiamenti climatici fanno la loro parte e ora, come rivela un recente studio dei biologi dell’Università di York pubblicato sulla rivista Ecosphere dell’Ecological Society of America, alla lista dei “killer delle api” si aggiungono anche i rifiuti umani.Nel loro disperato tentativo di adattarsi
e sopravvivere, questi insetti fondamentali per la biodiversità e gli ecosistemi hanno iniziato a utilizzare i nostri rifiuti di plastica per costruire nidi. Fino a oggi lo avevano fatto solo utilizzando materiali naturali. La colonia di api osservata dal team di esperti ha sostituito proprio con la plastica circa il 23 per cento delle foglie normalmente utilizzate.

I RIFIUTI DI PLASTICA PERVADONO IL PANORAMA MONDIALE. Anche se gli impatti negativi sulle specie e gli ecosistemi sono stati documentati, ci sono alcune osservazioni sulla flessibilità comportamentale e l’adattamento delle specie, soprattutto insetti, ad ambienti sempre più ricchi di plastica”, scrivono gli autori, che hanno creato “nidi trappola” a Toronto per osservare il comportamento delle diverse specie di api.A seconda delle specie, infatti, le api costruiscono i loro nidi con vari materiali naturali, dalle foglie al fango, passando anche per piccoli ciottoli. Ma, appena le api hanno finito il loro lavoro, i ricercatori hanno notato che materiali non naturali erano stati incorporati nei nidi di due diverse specie di api. Avevano optato per i tipi di plastica che imitavano i materiali naturali solitamente impiegati.

LA MEGACHILE ROTUNDATA, che di solito raccoglie foglie, aveva completato alcuni dei suoi nidi con pezzi di plastica bianca lucida, sostituendo circa il 23 per cento delle foglie. Nel frattempo, la Campanula Megachile, che di solito raccoglie resina di pino, di tanto in tanto lo aveva sostituito con sigillanti a base poliuretanica, usati spesso in edilizia per gli esterni degli edifici.Quali sono le conseguenze di queste nuove tecniche di costruzione? La plastica nei nidi può causare la formazione di muffe, o può uccidere gli insetti impedendo loro di muoversi o respirare. Un’ulteriore prova, insomma, che stiamo avvelenando il pianeta con i nostri rifiuti.


martedì 11 febbraio 2014

L'Eccessiva acidità organica provoca seri danni

Acidosi organicaTutti quei processi e manifestazioni che noi chiamiamo malattie, sono la diretta conseguenza di un’eccessiva acidificazione del sangue, dovuta per lo più a una sbagliata alimentazione.

Dopo un pasto, i nutrimenti e le tossine (rifiuti organici) derivanti dalla digestione, fluiscono dal tratto intestinale nel sangue e nel sistema linfatico. Attraverso l’osmosi, i nutrimenti e le tossine si aprono poi anche un passaggio verso il citoplasma, ossia quella parte della cellula che avvolge il nucleo delle cellule organiche. Tutte le cellule hanno una caratteristica comune: il citoplasma ha una reazione alcalina (negativa) e il nucleo ne ha una acida (positiva), ciò crea una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed il nucleo. Questa differenza di potenziale elettrico determina la “vitalità” delle cellule.

Se questo potenziale elettrico si riduce al di sotto di un certo livello, la cellula si ammala e può anche morire. Quando il sangue quindi porta con sé molte sostanze acide, per esempio, le tossine, le stesse possono penetrare all’interno delle cellule e neutralizzare l’alcalinità del citoplasma. Se perciò la concentrazione delle tossine nella circolazione del sangue è più alta di quella nelle cellule, le tossine continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule ed eventualmente a precipitare, creando dei cristalli.
Periodicamente, durante i periodi in cui la vitalità è elevata, l’organismo prova a correggere questa condizione, attraverso delle acute crisi di guarigione: le cosiddette “malattie”. Dopo molti anni, tuttavia, se una persona non migliora le proprie abitudini e il proprio stile di vita, verrà a crearsi una malattia cronica. Ed alla base di tale malattia possiamo sicuramente trovare un grande accumulo di tossine.

lunedì 10 febbraio 2014

Denunciata la NASA per negligenza

L'oggetto misterioso ripreso Opportunity, prima e dopo
E’ un fungo, non una roccia. E dunque testimonia dell’esistenza di una forma di vita sul pianeta Marte. Con questa certezza, lo scienziato Rhawn Joseph ha fatto causa alla Nasa, accusandola di non aver voluto studiare in modo appropriato la misteriosa forma comparsa dal nulla nelle foto prese da uno dei due rover attualmente al lavoro sul pianeta Rosso.

La forma è stata fotografata da Opportunity, la più “anziana” dei due piccoli laboratori mobili che viaggiano sul pianeta. La Nasa l’ha illustrata e presentata al pubblico proprio nella cerimonia in cui si festeggiavano i dieci anni di Opportunity. E’ stato spiegato che quella roccia, di forma tondeggiante, non era mai stata fotografata in quel luogo. Il responsabile della missione, Steve Squyres, ha detto: “E’ stupefacente, prima non c’era lì”. L’ha descritta come una “ciambella”, e ha spiegato che forse era il resto di una meteorite caduta dopo il passaggio precedente di Opportunity, o forse proprio una pietra smossa da Opportunity stessa.

L’astrobiologo Rahwn Joseph non è affatto convinto di questa spiegazione: “Il rifiuto di fare fotografie ravvicinate da vari punti di vista, il rifiuto di produrre immagini microscopiche dell’oggetto, il rifiuto stesso di rendere pubbliche immagini microscopiche di questo oggetto sono un comportamento bizzarro e negligente”, ha scritto nel ricorso ai tribunali.

Joseph, che ha studiato a lungo le immagini fornite dalla Nasa, sostiene che esse fanno pensare a un apothecium, una specie di lichene. Scrivendo sul sito Journal of Cosmology, l’astrobiologo non trattiene il sarcasmo: “Qualsiasi adulto intelligente, o anche adolescente, o bambino, o scimpanzè, o pure un cane o perfino un topo con un minimo di curiosità si avvicinerebbe e investigherebbe da vicino una struttura a forma di disco che comparisse a pochi centimetri davanti a loro, se dodici giorni prima non c’era”

La Nasa risponde asciutta: “Trovare forme di vita in mondi oltre la terra è ovviamente un impegno importante per la Nasa. Ma ci devono essere prove convincenti”.

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