domenica 8 giugno 2014

David Icke collega i punti Ep1



Iniziamo oggi una serie di puntate condotte da David Icke che parlano di un collegamento dei punti... Come piace a noi! Colleghiamo i puntini e vediamo che salta fuori.

venerdì 6 giugno 2014

Nessuno vi dice che Fukushima sta trasformando l'Oceano Pacifico in un Cimitero

Il 98% dei fondali della California è cosparso di creature marine morte.

I media non lo hanno ancora diffuso, ma quanto sta accadendo nell’oceano californiano è sconvolgente.



La notizia è stata lanciata da National Geographic: fino a Marzo 2012 solo l’1% dei fondali del suddetto oceano era composto da creature defunte. Da Luglio di quest’anno si parla invece del 98%. E’ come se l’intera area si fosse trasformata in una sorta di cimitero marino, brulicante di cadaveri in decomposizione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, non ha ancora dimostrato alcuna correlazione con Fukushima , ma non è difficile immaginare uno stretto legame tra i due avvenimenti, anche perchè negli ultimi 24anni non si era mai verificato nulla del genere.

La zona analizzata è la stazione M, che si trova a 145 miglia al largo tra le città californiane di Santa Barbara e Monterey


Sembra che i governi e i media vogliano che noi tutti dimentichiamo Fukushima ed il catastrofico danno ambientale che ha procurato al nostro pianeta. Ma non potranno coprire la verità per sempre: la vita umana è strettamente legata alla salute degli oceanied in particolar modo all’ossigeno che la vita marina crea e rilascia nella nostra atmosfera.

A San Francisco, 1000 persone hanno allineato i loro corpi per scrivere sulla spiaggia “ FUKUSHIMA IS HERE ” ed essere fotografati dal cielo

mercoledì 4 giugno 2014

Si estende la possibilità di trovare pianeti abitabili grazie alla scoperta di KEPLER-10c

Rappresentazione artistica della Megaterra (fonte: Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics/David Aguilar)

La Terra ha una ''nonna'': un pianeta molto più anziano, che ha ben 10 miliardi di anni contro i 4,5 del nostro, ma dall'aspetto giovanissimo. E' solo 2,3 volte più grande e 17 volte più densa, tanto che i ricercatori la considerano una 'Megaterra' e qualcuno ha proposto di chiamarlo 'Godzilla delle Terre'.

Il pianeta si chiama in realtà Kepler-10c, è distante 560 anni luce e ogni 45 giorni orbita intorno alla sua stella 'vecchia' stella di ben 11 miliardi di anni (contro i 4,5 del nostro Sole). Il pianeta era stato scoperto dal telescopio Kepler della Nasa, ma a definirne l'identità, e a descriverla nella rivista Arxiv, è stato lo strumento italiano in funzione nel Telescopio Nazionale Galileo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) a Las Palmas, nelle Canarie. La ricerca è stata coordinata dal consorzio di ricerca internazionale coordinato da Xavier Dumusque, del Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian.

Finora erano state avvistate soltanto delle 'Superterre', ossia pianeti rocciosi come la Terra ma con una massa fino a dieci volte superiore. Anche la prima Megaterra è un pianeta roccioso, ma una densità straordinaria. ''E' una scoperta che estende la possibilità di trovare pianeti abitabili'', osserva il direttore del Telescopio Nazionale Galileo, Emilio Molinari. ''Le teorie correnti su formazione pianeti - spiega - non prevedevano infatti l'esistenza che esistessero pianeti di tipo terrestre così grandi''.

Dopo la scoperta delle caratteristiche di Kepler 10-c ''diventano potenzialmente in grado di ospitare la vita pianeti per i quali questa possibilità era finora stata esclusa''. La scoperta potrebbe avere anche ricadute sulla conoscenza delle prime stelle: l'ipotesi, tutta da verificare, è che possa esserci stata una generazione di stelle primordiali che ha espulso nell'universo metalli. Si sa infatti che questi ultimi vengono espulsi dalle stelle quando esplodono come supernovae e che, grazie a questo processo, le stelle delle generazioni successive nascono piene di metalli e pronte a formare nuovi pianeti. Il nostro Sole, per esempio, ne è ricco, così come la Terra.

A scoprire la vera identità di Kepler 10-c è stato lo spettrografo Harps-N (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher for the Northern emisphere), un vero e proprio cacciatore di pianeti nato dalla collaborazione fra Italia, Svizzera, Stati Uniti e Gran Bretagna. Per Molinari questo strumento ''pone l'Italia in prima fila nella ricerca dei pianeti extrasolari".


Fonte: ANSA
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