mercoledì 23 settembre 2015

La Rana Bollita: I dipendenti di Fincantieri obbligati a mettere il chip RFID nelle scarpe

In Agosto, il Governo, ha cambiato la legge sulla sicurezza facendo sì che il chip RFID possa essere utilizzato per "sicurezza".

Il risultato è che abbiamo fatto un altro passo (Mito della Rana Bollita che non si accorge che sta per morire lessata) verso il chip sottocutaneo.

I dipendenti della Fincantieri si sono ritrovati a dover mettere nelle scarpe il Chip per poter sapere dove sono SEMPRE, ovviamente per motivi di sicurezza. Sono 7400 SCHIAVI controllati dal Governo, perché vi ricordo che Fincantieri è un'azienda ormai pubblica.

 

domenica 20 settembre 2015

Il mito della Terra Cava continua a riemergere

Nel primo dopoguerra l’ammiraglio Richard Byrd della Marina degli Stati Uniti compì delle esplorazioni ai poli che riaccesero il dibattito sull’ipotesi della Terra cava e sull’esistenza del mitico regno di Agarthi e della sua capitale Shambhala. L’esistenza di un mondo sotterraneo abitato da una civiltà evoluta è presente in numerose antiche tradizioni.

Nel 1947 l’ammiraglio della Marina militare americana Richard Byrd compì un volo esplorativo al Polo Nord che ancora oggi non manca di suscitare una serie di domande a cui la scienza ufficiale fatica a rispondere. Spintosi 1.700 miglia “oltre” il Polo Nord cominciò a notare una trasformazione radicale dell’ambiente sorvolato che lo lasciò stupefatto. L’ammiraglio Byrd raccontò di essersi addentrato nei cieli di un territorio verdeggiante, un ambiente totalmente diverso da quello artico che ci si sarebbe aspettato. A terra era possibile osservare una vegetazione lussureggiante e rigogliosa tipica di territori con temperature medie molto superiori a quelle che caratterizzano il rigido clima polare. Le osservazioni dell’ammiraglio non si limitarono alla sola flora: nel diario di bordo annotò di aver osservato un animale dalla stazza notevole, simile ai mammut dell’età preistorica, che si muoveva nella vegetazione sottostante.


L’emozione e lo stupore provati dall’ammiraglio Byrd furono tali da indurlo a compiere, dopo nove anni, un secondo volo. Questa volta l’ammiraglio decise di sorvolare il Circolo Polare Antartico. Nel 1.956, in maniera analoga a quanto fece al Polo Nord, si spinse di circa 2.300 miglia “oltre” il Polo Sud. A testimonianza della sua impresa esiste la registrazione della comunicazione radiofonica che l’esploratore ebbe con la torre di controllo: 
“Oggi, 13 gennaio, membri della spedizione degli Stati
Uniti sono penetrati per 2.300 miglia in una terra “oltre” il polo. Il volo è stato effettuato dall’ammiraglio Gorge Dufek della Marina militare degli Stati Uniti“. Byrd puntò la rotta sul polo magnetico terrestre senza variare mai direzione lungo il viaggio. Esattamente come avvenne nove anni prima, l’ammiraglio constatò un repentino cambiamento delle condizioni climatiche e la conseguente mutazione della flora e della fauna locale.

Diversi anni dopo la sua scomparsa, il diario di volo dell’ammiraglio Byrd venne reso pubblico permettendo a numerosi ricercatori di trovare risposte alle loro domande. Nel diario di bordo, Byrd scrisse che il suo aereo fu affiancato da mezzi volanti sconosciuti che lo “costrinsero” ad un atterraggio forzato presso una base aerea non presente sulle mappe ufficiali. Sceso dal suo velivolo l’ammiraglio venne accolto con rispetto e premura da un personaggio autorevole che gli rivelò i motivi di quella “convocazione”.

L’uomo, descritto con tratti delicati e capelli biondi, rivelò a Byrd l’esistenza di una progredita civiltà negli ignoti territori del mondo sotterraneo oltre all’esistenza di due aperture nei poli che permettevano l’entrata a tale regno. Il misterioso interlocutore profetizzò a Byrd l’approssimarsi di nubi oscure sul futuro dell’umanità e chiese all’ammiraglio di farsi portavoce di tali rivelazioni. Disse di essere molto preoccupato dei destini dell’umanità, soprattutto in seguito alla scoperta e all’utilizzo delle armi nucleari durante la II Guerra Mondiale. Nonostante il compito di diffondere tali avvertimenti, l’ammiraglio Byrd non poté assolvere la missione assegnatagli in quanto fu obbligato al silenzio da parte dei suoi superiori.

ALCUNE FOTO DELLE APERTURE AL POLO NORD FOTOGRAFATE NEGLI ANNI '60 DEL SECOLO SCORSO DAL SATELLITE NASA "ESSA".

lunedì 24 agosto 2015

Scoperto un vero Wormhole su cui fare attenzione con le dichiarazioni


Sulla celebre e autorevole rivista Nature è stato pubblicato pochi giorni fa un articolo in cui si dice che un team di scienziati ha realizzato in laboratorio un wormhole, un buco di verme che “può trasmettere un campo magnetico da un punto ad un altro dello spazio, attraverso un percorso che è praticamente invisibile”.

Lo so è una notizia che ci dovrebbe far saltare dalle sedie, potremmo pensare che finalmente siamo sulla strada giusta per poter fare viaggi interplanetari utilizzando i famosi tunnel spazio-temporali. Come più volte ho detto in altri miei video l’idea dei wormhole è resa possibile in via teorica grazie ad Albert Einstein e Nathan Rosen che si resero conto che la teoria della relatività generale permetteva l’esistenza di “ponti” che avrebbero potuto collegare due punti diversi dello spazio-tempo. L’incognita di questa teoria è che finora non sono state trovate prove dell’esistenza dei wormhole. Il dispositivo che è stato costruito da un punto di vista magnetico si comporta come un tunnel spaziale.

lunedì 3 agosto 2015

Lloyd Pye (seconda parte). L'intervento esterno



Intervento esterno.
Tra i motivi per cui gli scienziati hanno insabbiato le importanti scoperte descritte nella prima parte, vi è la foga con cui da sempre i fondamentalisti religiosi stanno loro alle costole. Se questi ultimi avessero tenuto le loro opinioni all'interno dei luoghi di culto forse gli scienziati sarebbero stati più propensi a riconoscere che la teoria ufficiale non coincide con la realtà. Invece gli attacchi hanno prodotto chiusura, e piuttosto che ammettere il torto la scienza ha proseguito a insegnare una teoria sulle origini della vita che è superata da oltre due decenni.

Un'altra ragione alla base di questo insabbiamento implica questioni finanziarie. Basta pensare ai miliardi di dollari in sovvenzioni pubbliche e private spesi ogni anno per cercare di provare l'esistenza della vita extraterrestre. Come si è visto, i fatti dicono che 4 miliardi di anni fa apparvero improvvisamente - dalla sera alla mattina - due razze della specie dei procarioti. Dunque la vita extraterrestre esiste! La vita non sarebbe mai potuta nascere spontaneamente da una micidiale combinazione di agenti chimici inorganici inabissati all'interno di masse di materiale ribollente. Così se gli scienziati ammettessero apertamente che la vita deve essere giunta sulla Terra da qualche altra parte, di colpo tutte quelle sovvenzioni sparirebbero.

La terza ragione che induce gli scienziati a non diffondere tale scomoda verità è che l'intera teoria della evoluzione incrementale si basa sul principio della animazione spontanea. La scienza ortodossa insiste sul fatto che ogni essere vivente sulla Terra sia il prodotto di una prolungata serie di mutazioni genetiche graduali, e che - come già detto - tale processo abbia avuto inizio spontaneamente, per via di alcune reazioni chimiche naturali, senza alcun intervento esterno di qualsiasi natura.

L'eventuale definitiva confutazione della teoria della animazione spontanea a seguito della aggregazione biochimica a seguito del calo delle temperature, comporterebbe la rivalutazione della ipotesi di un intervento esterno, prospettiva così inaccettabile per gli scienziati da indurli a negare l'evidenza piuttosto che affrontare l'imbarazzo di un mastodontico fallimento.

sabato 1 agosto 2015

Darwin aveva torto e, forse, ci raccontano ed insegnano solo bugie... Lloyd Pye ci spiega perché (1° parte)


Inquadriamo la questione.
Come ebbe origine la vita sulla Terra? Per tentare di rispondere a questa domanda è stato sparso più sangue - sia in senso metaforico che letterale - che per rispondere a qualsiasi altro interrogativo scientifico e religioso. Come mai?

Perché la risposta a tale domanda ci rivelerebbe il senso più profondo di ciò che siamo e di ciò che ci circonda, e demolirebbe una volta per tutte il groviglio spinoso di teorie e credenze che ha causato lo spargimento di sangue di cui sopra.

Attualmente esistono appena due spiegazioni socialmente accettabili in merito a come la vita potrebbe essersi sviluppata sulla Terra. La scienza è convinta che il fenomeno abbia avuto luogo con modalità del tutto naturali ed endogene, attraverso una combinazione di elementi già presenti sul pianeta, senza alcun intervento attuato da una fonte esterna, sia essa divina o extraterrestre. La religione afferma con pari fervore che la vita sia stata plasmata da un Creatore divino chiamato con nomi diversi a seconda delle aree geografiche e culturali.

Tra questi due punti di vista diametralmente opposti non esiste sovrapposizione, nessun terreno comune che possa in qualche modo conciliarle. Ciascuno considera la propria posizione esaustiva e corretta e l'altrui posizione totalmente errata, certezze rafforzate dal fatto che entrambe le visioni prestano il fianco alle critiche per via di diverse illogicità (scienza) e diversi concetti dogmatici ed indimostrabili (religione).

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...